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Capodistria si appresta ad ospitare per la ventiquattresima volta Folkest, international folk festival, appuntamento che, come da tradizione, si svolge nel mese di luglio.
Gli artisti che si esibiranno a Capodistria sono: giovedì 7 luglio presso l’estivo di Palazzo Gravisi-Buttorai, sede delle principali associazioni della Comunità Nazionale Italiana, si esibiranno Il “Tama Trio con Luigi Lai ed Elena Ledda”.
Nato dalla collaborazione tra Nando Citarella, Mauro Palmas e Pietro Cernuto, il progetto TAMA Trio è l'incontro di tre eccezionali strumentisti che hanno incrociato i rispettivi background artistici, dando vita a un originale percorso di ricerca sonora che prende le mosse dalle tradizioni musicali del Sud Italia per toccare ora la canzone d’autore, ora i suoni speziati del Mediterraneo. Un viaggio tutto giocato sugli intrecci tra le tradizioni dell’Italia Meridionale con la tradizione partenopea che si stringe in un abbraccio a quella sarda e poi ancora a quella siciliana. Le magnifiche architetture sonore si fondono, così, in un magico incontro ora con la voce potente e istrionica di Citarella, ora con quella passionale e intimista di Cernuto, nell’alternarsi tra intensi canti d’amore, travolgenti tammurriate, e spaccati poetici di rara bellezza.
Luigi Lai, classe 1932, è nato a San Vito, nel Sàrrabus (Sardegna sud-orientale), zona ritenuta da molti la patria naturale delle launeddas, acquisendo la tecnica esecutiva sotto la guida dei grandi maestri di launeddas, ora scomparsi, Efisio Melis e Antonio Lara, entrambi originari di Villaputzu. Negli anni trascorsi a Zurigo, ha studiato tastiere e sassofono, collaborando poi a lungo con artisti di spessore come Maria Carta, Angelo Branduardi, Paolo Fresu, Enrico Rava, Tullio De Piscopo, Enzo Avitabile. E' considerato il grande maestro delle launeddas.
Elena Ledda, originaria di Selargius, dopo gli studi al conservatorio di Cagliari si è dedicata alla musica della sua terra, diventandone in pochi anni un emblema. Titolare di numerosi dischi, negli anni ha collaborato con Fabrizio De André, Lester Bowie, Don Cherry, Andreas Vollenweider, Savina Yannatou, Maria del Mar Bonet, Paolo Fresu, Noa e Andrea Parodi, Rita Marcotulli, Antonello Salis, Gavino Murgia.
Venerdì 22 luglio in Piazza Carpaccio sarà la volta del gruppo brasiliano Roda do Cavaco che sarà una sorta di ciliegina sulla torta di una grande festa che Capodistria organizza in occasione dell'inizio dei giochi olimpici di Rio De Janeiro.
Roda do Cavaco si offre al pubblico come una pagoda ricca di travolgenti e divertenti strumenti ritmici, come tantã, rebolo, pandeiro, ai quali si aggiungono le corde del cavacobanjo e cavaquinho. Le composizioni originali del gruppo si fondono con elementi che provengono dai lavori di Zeca Pagodinho, Grupo Fundo de Quintal, Paulinho da Viola. Divertenti ritmi e magiche atmosfere sorretti da una straordinaria energia sono garantiti. Roda do Cavaco rappresenta un ponte di creatività tra San Paolo, Rio e Parigi, per la delizia di un pubblico di fan che sta crescendo di anno in anno.  
Chiuderà la tappa capodistriana di Folkest un’icona della musica partenopea e italiana, James Senese Napoli Centrale.
James Senese è un artista che non ha bisogno di presentazioni: la sua musica, la sua storia personale, lo fanno per lui. In quasi cinquant’anni di musica, ha attraversato trasversalmente la canzone italiana, il funk-jazz, il rock. Quest'anno esce il suo nuovo disco “O’ Sanghe”, un nuovo orizzonte su cui si volge lo sguardo del sassofonista partenopeo: al suo interno tutti i riferimenti artistici che hanno fatto grande la sua musica, con una rinnovata carica espressiva. Funk, blues, venature jazz, e tanto mediterraneo, tanta Napoli nelle melodie, nelle storie raccontate; vita, lavoro, lotte quotidiane per la sopravvivenza, amore, fede. A settant’anni compiuti, James Senese si conferma come un artista senza tempo, con una riconoscibilità immediata, grazie anche ai musicisti con i quali collabora da anni, da Ernesto Vitolo a Gigi De Rienzo (suoi gli arrangiamenti e la produzione artistica dell’intero disco) a Fredy Malfi alla batteria. Da segnalare la presenza, dopo oltre vent’anni, di Franco Del Prete, lo storico batterista di Napoli Centrale, che ha collaborato ad alcuni dei testi del disco e sarà presente come ospite durante il tour.


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