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L’AIAS, Associazione Italiana Arte e Spettacolo, organizza in questo 2012 la ventesima edizione di Folkest a Capodistria. Si tratta di un importante evento per la città ma soprattutto per la Comunità Italiana che vive ed opera a Capodistria. L'AIAS ha raggiunto questo importante anniversario grazie all'appoggio del Ministero della cultura della Repubblica di Slovenia, del Comune Città di Capodistria e della Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Capodistria.
Folkest, operante in un contesto etnicamente variegato, a cavallo di quattro confini lungo i quali coabitano da secoli etnie e popoli diversi, è una manifestazione dedicata alle culture del mondo, alle musiche delle diverse etnie che si incontrano alla ricerca di una pacifica convivenza. Postosi artisticamente come espressione delle ultime interessanti tendenze, questo festival offre agli spettatori musiche senza confini ne definizioni, in un'affascinante mescolarsi di esperienze, così che è possibile vedere esibirsi l'uno accanto all'altro (o improvvisare una session) un danzatore sacro indiano e un gruppo folk britannico, un suonatore resiano e un cantante africano, suonatori australiani e istriani, la musica araba e quella napoletana, il blues ed il reggae, il folk irlandese e quello ungherese, personaggi eccezionali e gruppi locali. Lunghissimo è l'elenco dei cantanti e dei musicisti di tutto il mondo che hanno partecipato in questi vent'anni a Folkest a Capodistria. Ne citiamo soltanto alcuni: Joe Cocker (Gran Bretagna), Joan Baez (USA), Angelo Branduardi (Italia),  Noa (Israele),  Vlado Kreslin (Slovenia), Goran Bregović (BiH), Tolovaj Mataj, le Šavrinke, il Gruppo folcloristico della Comunità degli Italiani di Dignano, di Gallesano, i Musicanti Istriani, i Solisti d'Istria, l'Istranova, il Trio Biba, Vlado & Ricky, Dario Marušič, Sergio Preden Gato. Quì potremmo continuare quasi all'infinito, visto il grandissimo numero di artisti che si sono esibiti sui palchi allestiti a Capodistria e Crevatini.
In vent'anni Folkest ha lasciato sicuramente un segno sia sotto il profilo artistico che quello organizzativo. Le scelte artistiche e dei luoghi lo hanno qualificato, ormai da anni, in tutta Europa, per la sua particolare attenzione alle minoranze etniche nel mondo. Si è trattato di una scelta culturale che è valsa negli anni vari riconoscimenti internazionali, tra i quali il prestigioso patrocinio dell’UNESCO.
Musiche diverse, spesso lontane dalle classifiche più o meno forzate di vendita, ma al tempo stesso anche località lontane dai soliti circuiti della Cultura, hanno avvicinato centri maggiori e minori accomunandoli nella grande avventura musicale che Folkest propone superando barriere naturali ed artificiali come ad esempio i confini ed unendo in tal modo idealmente località di quattro paesi diversi.
Vent’anni di folk in Friuli Venezia-Giulia e Veneto (Italia), in Istria (Slovenia e Croazia), in Carinzia (Austria), rappresentano una sfida aperta verso il domani, una necessità dichiarata di rinnovarsi tramite strumenti nuovi coinvolgendo anche nuove realtà, nel rispetto di una formula che nel corso degli anni ha avuto un grande successo di pubblico.  

 
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